Gli insegnanti che fanno GRANDE Minima

I professionisti che ti accompagneranno in questo viaggio alla scoperta di te stesso.

Fabio Boverio

Actor Coach
Direttore Artistico
Insegnate Livello 2 e 3

Guidare gli studenti è continuare a stupirmi, emozionarmi.
Stupirmi di quanta vita le persone abbiano racchiusa in se stesse, quanto cuore siano disposte a dare se spronate nel modo giusto, quanta generosità ed emozione riescano a sprigionare nel momento in cui smettono di recitare, e iniziano solo a vivere

Con me imparerai ad andare oltre la fatica, a scontrarti contro i tuoi “no”, a comprendere che lo spazio è una possibilità espressiva e non un nemico, che la voce è la forza del tuo carattere e il tuo “SI” – incondizionato – alla vita.
E più ancora, a capire che alla fine di uno spettacolo l’applauso non è “Bravo!”, ma “Grazie!”.

Perché fare teatro è un profondo atto di generosità, è un dono. L’attore è talmente e così profondamente se stesso, che inizia ad essere altro.

Non faccio sconti, non ne voglio.
Non ti dirigo, ti accompagno.
Non mi arrabbio, ti sprono.
Non ti insegno, ti alleno.

Quello che io farò con te è toglierti la polvere di dosso.
Quello che tu farai con me è scoprire la tua libertà.

Davide  Rustioni

Docente e Attore
Presidente
Insegnate Corso Ragazzi e Livello1 

Adulti, adolescenti e bambini sono i miei studenti, e io il loro.

A chi preferisco insegnare? Difficile. Ogni gruppo ed età è un regalo speciale: la sorprendente fantasia negli occhi dei bambini, il cuore e la voglia di mettersi in gioco degli adolescenti, il ritrovare quell’entusiasmo un po’ bambino che un adulto credeva di aver perso e che invece era solo un po’ nascosto dall’armatura del tempo.

Con me scoprirai che fare teatro è, appunto… “scoprirsi”!
Togliersi le coperte comode e sonnacchiose che ci avvolgono tutto il giorno e stupirti di te stesso.
Scoprire nel senso di esplorare, rivelare nuovi orizzonti; e anche rendere visibile, mettere “a nudo” te stesso, la tua passione, la tua vitalità, e perché no? Anche la tua follia.

Io per primo mi entusiasmo ogni volta che scatta quella scintilla di meraviglia, quell’intimo “WoW!” a cui segue sempre un sorriso e occhi che brillano.
Questo avviene quando si scopre che tutti possono “fare teatro”, perché il teatro è la vita che scorre dentro di me e attraversa i miei compagni di lavoro o il pubblico. E non importa se hai 6 o 16 o 30 anni, importa solo quel “WoW!”, sintesi di vita ed entusiasmo.

Tutto questo cerco di portarlo sempre con me, sia quando lavoro sul palco come attore, che quando insegno.

Francesca Faccin

Attrice e Docente
Insegnante Livello 1 e Le Radici dell’Attore

“Teatro” è anzitutto sinonimo di possibilità. E’ concedere al bambino che abita ancora e sempre in noi l’occasione di prenderci di nuovo per mano e guidarci nella sua fantasia, regalandoci di nuovo la scoperta delle piccole cose.

“Teatro” è assaggiate tante vite contemporaneamente e sentire che ognuna ci appartiene, ci arricchisce e dona maggiore profodità al nostro essere umani.
“Teatro” è non essere perfetti, ma essere vivi e liberi di esprimerci.
“Teatro”… il luogo dove tutto è possibile!

Tina Monaco

Attrice e Docente
Insegnante Livello 1
e Le Radici dell’Attore

Ciò che mi rende felice è guardare l’altro con curiosità, tirando fuori il bello delle persone, poiché credo fortemente nella luce splendente che ciascuno ha dentro. Una luce che spesso non si riesce a vedere da soli, ma per la quale ci serve l’aiuto di chi crede in noi e nelle nostre potenzialità, qualcuno che ti accenda la lampadina e ti infonda il coraggio di seguire la scia. 

“Le cose belle vanno dette” dico io. Ma ci vuole allenamento anche per riconoscere la Bellezza, oltre che per comunicarla.

Il teatro è il più bel viaggio che si possa fare verso se stessi, ma insieme all’altro. Accogliere l’altro nel mio mondo e permettere a me stessa di farmi vedere per come sono. Ascoltarmi e darmi spazio. A volte anche sapermi prendere lo spazio. 

Aderire a ciò che sento, con onestà.  

Fabrizio Crista

Attore e Docente
Insegnante Corso Scuole Medie

Insegnare ai bambini, ai ragazzi giovani, per me è la porta di un viaggio nel tempo che mi fa tornare indietro, ogni volta.
Scoprire che i loro occhi sono i miei, di adesso e di allora.
Scoprire che in loro si rivela e c’è sempre chi ero, e chi – sotto gli anni che passano – sono ancora.

La mia arte, la mia passione e la mia sregolatezza le metto al servizio della loro magia, del loro inesauribile bisogno e desiderio di avventure, di mondi fantastici e di relazioni autentiche, in un’età in cui il gioco e la vita sono ancora mescolati e intrisi l’uno dell’altro come su una tavolozza scarmigliata.

Questo amo del mio insegnamento: l’assenza di una linea di confine netta.

La mia vita è dedicata all’arte del collage: siano essi sottili pezzi di carta che vanno a disegnare mosaici che espongo nelle mostre, siano le emozioni e le follie che vado a comporre in personaggi sulla scena… tutto questo è parte di un unico collage chiamato vita e passione.

E questo cerco di trasmettere ai bambini – piccole tele bianche che incontro a lezione – cercando di regalare loro la consapevolezza di poter colorare questa tela con tutti i colori del mondo, in piena libertà, ma nel rispetto delle regole del gioco.

Alessandra Farina

Attrice e Docente
Insegnante Corso Ragazzi
e Scuole Medie

Il teatro mi dà legrezza o occhi sempre nuovi con cui guardare il mondo.

Come insegnante aiuto i ragazzi ad aprire i loro occhi sul mondo. 

Cerchiamo insieme di costruire un mondo in comune, fatto di segni, parole e piccoli ponti. Insieme scopriamo che il teatro è più di imparare un testo a memoria, che esso è qualcosa che ha a che fare con la vita, con lo stare insieme, con il divertimento, con le regole e la fantasia. 

In quel mondo che andiamo a creare scoprono quello che vogliono, che li appassiona, quello che vorrebbero dire, quello che vorrebbero fare e vorrebbero essere, in un gioco continuo di scoperta e improvvisazione. 

Accompagno i ragazzi a trovare, sperimentare e dire il proprio coraggio. Un coraggio che sarà utile nella vita così come sarà utile per essere giovani attori davanti a un pubblico. Li prendo per mano per trovare il coraggio di espriemere tutti i pregi e accettare i difetti.

E alla fine di ogni percorso, vedere questi piccoli attori che si prendono il proprio spazio con gioia e grinta è il motivo che mi spinge ogni volta a mettermi in gioco io per prima, con loro. 

Andrea Gaetani

Improvvisatore, docente di improvvisazione,
musicista, attore

Attore, improvvisatore, musicista e insegnante.
Sono anche molte altre cose… ma per i miei allievi queste sono le più importanti. 

Il mio obiettivo? Togliere l’accezione negativa che per gli attori ha la parola “improvvisazione”. Caspita, è un’Arte! E’ fatta da attori! … non è solo un ring di quattro corde e gente che si sfida a squadre. E’ anche quello. Ma non solo. 

L’atto creativo è saper gestire l’improvviso. Quello che arriva da te.  Quello che accade in me, mentre sono sulla scena. L’improvviso è da gestire, cogliere e anche domare. 

Anche la mia vita è accaduta così: all’improvviso. 
Vita, improvvisazione e teatro: un percorso completo! 

Monica Gilardetti

Attrice e Docente
Insegnante di Dizione

“Le parole hanno sempre esercitato un profondo incanto su di me.

Ero molto piccola quando mio padre ha iniziato a leggermi le fiabe e prima ancora di conoscere il significato, sapevo già che LUPO era qualcosa che faceva paura, con quella U così profonda, così allungata dalle labbra protese… E quanto aspettavo, quanto mi piaceva quella paura! 

Ai miei ragazzi (perché a prescindere dall’età anagrafica i miei allievi sono tutti ragazzi!) cerco di trasmettere questo mio amore per le parole. 

Al di là del mero esercizio estetico della buona dizione, il potere evocativo di ogni singola sillaba è pura magia. 

Ed una parola non stropicciata dall’incuria,  non sbiascicata dalla fretta ma “fatta suonare” per intero, scopre significati profondi e inaspettati, apre a mondi sorprendenti…”

Livia Castellini

Attrice e Docente
Insegnante di Voce e Dizione

Fatemi fare tutto, ma non dizione!
Così dice qualcuno. 

Per me, quando vado in scena sono indispensabili due cose: una padronanza della parola e una voce senza inflessioni dialettali, e da bresciana, so di cosa parlo! Tecniche di fonazione, articolazione e parola sono per me l’inizio della scintilla creativa, la grammatica attraverso la quale dare forma la mio sentire e il ponte attraverso il quale far giungere allo spettatore il senso. 

Mastico parole. Le mastico per renderle più docili per dare loro una direzione, per essere autenticamente al comando del mio modo di esprimermi e arrivare con precisione al cuore di ciò che dico e di chi ascolta. I miei compagni di lavoro sono labbra, naso, mento, zigomi e – perché no? – anche il cuoio capelluto, perché parliamo anche con quello. 

Tutto per scoprire la bellezza che si nasconde dentro e dietro alle parole. Quelle parole che mastichi, che sono con te quando cammini e sogni la notte.  Perché anche sognare in dizione è più bello e coinvolgente. 

E non dimentico mai l’Ascolto, quello vero: intimo e appassionato. Un viatico che amorbidice, penetra, accarezza e connette. 

Il mio “essere presente al lavoro dell’attore” è esserci, accanto a te, per sollecitare far emergere e far immergere, incalzare correggere e condurre. E poi: sugerire incoraggiare e provocare. Soprttuto questo: PROVOCARE, la cui etimologia significa proprio “chiamare alla voce”, non solo quella corretta, ma alla tua, personale e bellissima